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Molte persone hanno assistito al deterioramento delle loro unghie e dei piedi. Molto spesso le cause di questo tipo di disagio sono ignote, ma quasi
Le unghie fragili si rinforzano riducendo il contatto con acqua e detergenti, idratando mani e cuticole ogni giorno, tenendo le unghie corte, limitando acetone e trattamenti estetici ripetuti e curando l’alimentazione.
Se la fragilità persiste, il dermatologo cerca la causa di base, che può essere una carenza o una malattia.

Come rinforzare le unghie inizia dall’identificazione della causa della fragilità. Le unghie fragili si spezzano, si scheggiano o si sfaldano con facilità. L’Istituto Dermatologico Europeo (IDE) raggruppa le cause in quattro categorie: ambientali, carenze nutrizionali, invecchiamento e trattamenti estetici. Questa guida ordina cause, abitudini di cura, prodotti, alimentazione e segnali che richiedono una visita.
La dermatologia usa due termini per descrivere la fragilità. Le due condizioni possono comparire insieme sulla stessa unghia.
| Termine | Che cos’è | Come si riconosce |
|---|---|---|
| Onicoressi | Fessure e fratture longitudinali della lamina ungueale (MySkin) | Solchi o nervature in senso longitudinale, su una o su tutte le unghie |
| Onicoschizia lamellina | Separazione degli strati superficiali dell’unghia al margine libero (Podologo Mazzoni) | Sfaldamento a lamelle sulla punta, con rottura in quel punto |
Il Podologo Mazzoni collega l’onicoschizia lamellina alla disidratazione progressiva della lamina: immersioni ripetute in acqua e asciugatura rapida indeboliscono i legami tra le cellule. La guida su unghie che si sfaldano approfondisce cause e rimedi di questo quadro.
Le unghie fragili hanno origini diverse, spesso concomitanti. La tabella riassume i gruppi indicati dall’IDE (pagina priva di data di pubblicazione) e da MySkin (16 settembre 2024).
| Gruppo | Esempi | Fonte |
|---|---|---|
| Ambientali | Contatto frequente con acqua, detergenti e disinfettanti aggressivi, freddo estremo e vento | IDE |
| Carenze nutrizionali | Biotina, ferro, zinco, proteine, vitamina E, acido folico | IDE, MySkin |
| Invecchiamento | Crescita più lenta, meno cheratina e oli naturali, lamina più sottile | IDE |
| Trattamenti estetici | Solventi a base di acetone, gel, acrilico, limatura eccessiva | IDE |
| Traumi e abitudini | Mordere o stuzzicare le unghie, esposizione a sostanze chimiche e umidità | MySkin |
| Condizioni mediche | Anemia sideropenica, ipotiroidismo, psoriasi ungueale, onicomicosi, artrite reumatoide, lichen planus, eczema | IDE, MySkin |
Le abitudini di rosicchiare o strappare le unghie danneggiano la lamina e le cuticole. La guida sull’onicofagia descrive cause e strategie per smettere.
La routine ordinaria di cura delle mani è descritta nella guida alla manicure.

L’IDE indica gel, acrilico, solventi con acetone e limatura eccessiva tra le cause di fragilità. L’effetto dipende da frequenza e tecnica. Una rimozione eseguita con cura riduce il danno alla lamina: la procedura è nella guida su come togliere il semipermanente.
Gli smalti rinforzanti formano una pellicola sulla lamina. MySkin cita tra i trattamenti per l’onicoressi gli smalti con nutrienti e le sostanze protettive prescritte dal dermatologo, come il poliuretano o lo smalto idrosolubile. La scelta dipende dalla causa della fragilità e dagli ingredienti. La guida allo smalto rinforzante descrive il funzionamento e i criteri di scelta.
La resina tosilammide-formaldeide (TSFR) è un componente usato negli smalti dal 1939 per durata, adesione e brillantezza. Uno studio pubblicato su An Bras Dermatol nel 2024 la definisce un potente allergene, con dermatite da contatto possibile su palpebre, area intorno alla bocca, mento e collo. Nel campione brasiliano analizzato (2011-2022) la positività ai test è scesa dal 38% del 2011 al 2,1% del 2022.

L’IDE elenca biotina, ferro, zinco e vitamina E tra le carenze associate a unghie fragili. MySkin aggiunge acido folico e proteine. Una dieta varia copre questi nutrienti. Gli esami del sangue stabiliscono se esiste una carenza reale, come l’anemia sideropenica.
La biotina (vitamina B7) è l’integratore più associato alle unghie. MySkin la indica come possibile integratore, con dose concordata con il medico. Un commento del Journal of the American Academy of Dermatology (Lipner, 2018) rileva che mancano studi clinici controllati rigorosi sull’efficacia della biotina per le unghie e che la carenza di biotina è rara. Le prove disponibili per le unghie fragili provengono da studi piccoli.
Le evidenze, i dosaggi e le precauzioni per ciascun nutriente sono nella guida agli integratori per le unghie.

Bagni di olio d’oliva, impacchi casalinghi e oli vegetali fanno parte della tradizione domestica. Tra gli idratanti per l’onicoressi MySkin riporta olio di vitamina E, vaselina e olio d’oliva. Per altri ingredienti casalinghi, come limone, uovo o oli essenziali, le fonti mediche consultate riportano solo gli idratanti già citati. Gli oli applicati sulla pelle possono provocare allergia: si prova una piccola quantità prima dell’uso regolare.
L’olio di ricino è il rimedio più citato per le unghie. Le fonti e i limiti delle prove sono nella guida all’olio di ricino per le unghie.

L’IDE indica di consultare un medico nei casi seguenti:
Il dermatologo può proporre il trattamento della condizione di base, sostanze protettive per l’unghia e, se indicato, integratori. In presenza di una causa sistemica come l’anemia o l’ipotiroidismo, la cura di quella condizione precede qualunque prodotto per la lamina.
Le cause principali sono ambientali (acqua, detergenti, disinfettanti), carenze nutrizionali (biotina, ferro, zinco, proteine), invecchiamento e trattamenti estetici come acetone, gel e limatura eccessiva. Alcune malattie, tra cui anemia sideropenica, ipotiroidismo, psoriasi ungueale e onicomicosi, producono lo stesso quadro. Se la fragilità persiste, il dermatologo ne cerca la causa (IDE).
L’anemia sideropenica, dovuta a carenza di ferro, compare tra le patologie associate alle unghie fragili secondo l’IDE. Una forma tipica è la coilonichia, con unghie a cucchiaio. La diagnosi richiede un esame del sangue prescritto dal medico, che stabilisce se esiste una carenza e come trattarla.
L’onicoressi, cioè la presenza di solchi e fessure longitudinali, ha tra le cause l’invecchiamento, i traumi, il contatto con sostanze chimiche e umidità, l’uso frequente di solventi, le carenze di ferro, acido folico e proteine e malattie come psoriasi, lichen planus, ipotiroidismo e artrite reumatoide (MySkin, 2024). A volte la causa resta ignota.
Le unghie delle mani si rinforzano riducendo il contatto con acqua e detergenti (guanti), idratando ogni giorno mani e cuticole, tenendo le unghie corte, limitando acetone e trattamenti estetici ripetuti e mantenendo un’alimentazione varia. Se la fragilità persiste, il dermatologo ricerca la causa di base.
I tempi di recupero dipendono dalla causa della fragilità e variano da persona a persona. Una lamina nuova si forma dalla base dell’unghia e sostituisce quella danneggiata gradualmente. Se dopo l’eliminazione dei fattori di danno l’unghia resta invariata, l’IDE consiglia una visita dermatologica.
Le prove sulla biotina per le unghie fragili provengono da studi piccoli e mancano studi controllati rigorosi. Un commento del Journal of the American Academy of Dermatology (Lipner, 2018) la ritiene superflua per la maggior parte delle persone, perché la carenza è rara. Può alterare esami come la troponina (FDA, 5 novembre 2019). Dose e utilità si concordano con il medico, che può prescrivere esami per verificare una carenza.
La visita è indicata se la fragilità persiste nonostante i cambiamenti di abitudini, se compaiono ispessimento, deformazione, alterazioni di colore, strisce scure, dolore o gonfiore, oppure se si associano stanchezza cronica, perdita di peso inspiegata o dolori articolari (IDE).

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